Omelia per la festa di fine anno pastorale, 27 maggio 2018

Omelia per la festa di fine anno pastorale.

Domenica 27 maggio 2018

 

Quando ho cominciato a pensare in questa condivisione con voi mi sono venute subito in mente le belle parole del salmo:

“Come è bello e dolce che i fratelli vivano insieme……

È come la rugiada dell’Ermon che scende sui monti di Sion.

Perché là il Signore manda la benedizione, la vita per sempre.” (Salmo 132)

Ecco perché là il Signore manda la benedizione … quando viviamo insieme…

Abbiamo appena terminato il tempo Pasquale e la liturgia lungo questi cinquanta giorni ci ha parlato dei molteplici incontri del Risorto con i suoi discepoli … e se non erro, solo una volta è apparso a una sola persona, la Maddalena, tutte le altre volte il testo biblico sottolinea che quando erano riuniti lì apparve il Signore con il saluto “Pace a voi “.

Che bella questa manifestazione di Chiesa questa sera, qui in questa piazza della nostra parrocchia, è una manifestazione di popolo di Dio. Papa Francesco, citando il Vaticano II nel suo ultimo documento sulla santità dice infatti:” Lo Spirito Santo riversa santità dappertutto nel santo popolo fedele di Dio perché Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame fra loro, ma volle costituire di loro un popolo che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità”

Durante l’anno i molteplici impegni familiari e di lavoro non ci permettono passare del tempo insieme per conoscerci meglio e condividere esperienze, problemi e progetti. Questa sera godiamoci queste poche ore di comunione e fraternità.

Vi ringrazio perché avete accolto il mio invito e si può ben dire che a Viserba stiamo prolungando la Pentecoste … È lo Spirito che lavora in ciascuno di noi, in ogni gruppo, distribuisce i suoi doni a suo piacimento per il bene comune, per il bene della comunità.

Lui, lo Spirito Santo, che il Risorto ha diffuso su ciascuno di noi è anche vero che a volte trova resistenze, lentezze o chiusure determinate dal nostro io quando prevale l’egoismo, l’individualismo, l’egocentrismo, l’orgoglio, ecc., … ma Lui non si stanca di tirarci fuori dal pantano del peccato e come questa sera ci fa fare l’esperienza di quanto sia bello che i fratelli stiano insieme. Spero che ognuno questa sera vada a casa dicendo proprio questo” che bello incontrarci tutti i discepoli di Gesù e fare l’esperienza della unità nella diversità, lodando Dio per i doni che ha diramato sul fratello e sulla sorella e chiedendo perdono per le volte che non l’ho fatto.

Ma come abbiamo ascoltato nel Vangelo proclamato poco fa, non ci ha dato lo Spirito per stare qui: “Andate e fate discepoli tutti i popoli” … Ed il vangelo di Marco aggiunge “Allora essi partirono e predicarono dappertutto, mentre il Signore agiva insieme con loro” Poi Luca nel suo Atti degli Apostoli ci racconta che cosa hanno fatto, come hanno annunciato il Risorto, come sono nate le prime comunità e come lo Spirito era ed è il grande regista.

Impressiona lo scarto tra la situazione della comunità apostolica e il mandato affidatole da Gesù: è una comunità ferita e dubbiosa. Il Vangelo parla degli undici come a dire che il tradimento di Giuda è ancora fresco. Matteo dice che sul monte tutti si prostrarono ma nel loro cuore c’è il dubbio. A questa comunità così imperfetta è affidato il compito dell’annuncio universale. Dio si fida di questi uomini nonostante i limiti. Dio continua a fidarsi di te…di me e oggi ci affida la stessa missione.

Cari amici, siamo i discepoli di Gesù che abbiamo accolto il suo invito a stare con Lui e andare per “fare discepoli“ cominciando da casa nostra … da Viserba.

Annunciare il vangelo oggi e costruire comunità cristiane oggi è più difficile di ieri? … non lo so, ogni epoca ha le sue grandi sfide e muri da abbattere. Non possiamo più dare per scontato che Gesù sia conosciuto, assistiamo al tramonto della cristianità, le famiglie non trasmettono più i contenuti della fede, ecco allora il tentativo di rinnovamento del catechismo che punta più sui genitori che sui bambini. Comprendo la fatica che abbiamo fatto e ringrazio per i suggerimenti che ci sono arrivati nelle verifiche per migliorare il programma.

Ecco allora la scuola di teologia pastorale alla quale quest’anno hanno partecipato una decina di persone.

Ecco allora i gruppi del vangelo che da anni con una fedeltà impressionante ogni settimana meditano la Parola.

Pianeta preadolescenti e adolescenti … qui riconosco che stiamo balbettando … non voglio dire “mal comune mezzo gaudio” assolutamente, ma in giro vedo tanta fatica da parte di educatori, insegnanti, genitori, sacerdoti…per offrire percorsi educativi con una certa capacità di presa. Il Papa convocando il sinodo dei giovani ha aperto un cantiere interessantissimo. vedremo cosa ci dirà lo Spirito. Intanto ringrazio di cuore le nostre educatrici del post-cresima che si spendono con e per i nostri ragazzi. Stanno già lavorando per il prossimo campeggio medie e superiori.

Lavoro con le famiglie…qui dobbiamo dire che abbiamo vissuto un po’ di rendita…facendo tesoro del lavoro fatto anni addietro e grazie a quella semina quest’anno per la prima volta abbiamo dato il via alla preparazione delle coppie al matrimonio in famiglia, superando il tradizionale “Corso prematrimoniale”

Il programma “Tardi adulti“ il passato 23  aprile ha celebrato il suo 5 compleanno. Cinque anni ininterrottamente, tutti i mercoledì nel nostro teatrino 40, 50, 60 e qualche volta di più, i nostri nonni passano un pomeriggio bello, interessante dal punto di vista ricreativo e culturale.

A questo si aggiunge una significativa presenza di un’equipe di volontarie a Casa Amica, tutti i venerdì, da quando sono qui a Viserba non ricordo che sia stato saltato un venerdì e posso testimoniare con quanto amore accompagnano quelle persone anziane, alcune poverissime di affetti.

I nostri ammalati a domicilio e negli ospedali sono visitati settimanalmente alcuni ed altri saltuariamente.

E poi la carità. La nostra Caritas è ben integrata alla Caritas inter parrocchiale, probabilmente è il servizio di zona pastorale che meglio funziona … ma i bisogni sono tanti ed allora l’ufficio del parroco è visitato quasi quotidianamente da persone in difficoltà.

Grazie a Dio in parrocchia ci sono tante altre realtà per le quali dobbiamo dire Grazie a Dio ma ci sono anche tanti antri campi che attendono da noi una maggiore presenza.

Noi Chiesa di Viserba amiamo questo nostro paese, siamo un quartiere alla periferia della città, un quartiere con una storia che lo caratterizza come paese, noi vogliamo difendere questa cultura di paese pur nelle trasformazioni alle quali è sottoposto come del resto tutta la realtà nazionale.

Questo suppone accogliere il diverso, lavorare per l’integrazione dei nuovi arrivati.

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